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Ettore Pagani sulla via Medale '68, aperta con Tiziano Nardella, Corna Medale, gruppo delle Grigne, aprile 1968 - In viaggio in Niger, dicembre 2002


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Ettore Pagani

II 3 gennaio 2003, Ettore Pagani, alpinista, arrampicatore, ma soprattutto il mio migliore amico, è volato via su una mina nel deserto del Niger. Da allora il mondo è molto meno bello.

La prima volta di Ettore con una guida alpina non andò tanto bene. In attesa dei suoi amici che sarebbero arrivati due giorni dopo e con il tempo splendido si accordò per una salita nel gruppo del Bianco e finì a condurre la cordata perché la guida non riusciva a salire. La seconda volta, parecchi anni dopo, fu con me, ma rischiò di finire alla stessa maniera perché io mi dimenticai a casa l'imbrago. Ma quell'incontro, cominciato con una gaffe, è presto diventato una grande amicizia. Ettore è entrato nella mia vita portandovi buona parte di quanto ora c'è di buono.

Da quella prima arrampicata insieme abbiamo fatto davvero tantissime salite. Ma con la serietà con cui si interessava alle cose, prima di ritornare in montagna si è iscritto ai corsi che tenevo in una palestra di Milano, ricominciando dall'inizio, curioso e interessato a capire come le cose sono cambiate. Poi, tra le salite sulle Alpi e i viaggi ad arrampicare in giro per il mondo, è riuscito anche a presentarmi quella che oggi è mia moglie, a farci da testimone di nozze, a progettarci la casa ed ad aiutarmi molto nel mio lavoro. Qualche mese prima dell'incidente abbiamo finito di richiodare la via che aprì con Tiziano Nardella alla fine degli anni '60 sul Medale, la famosa Milano '68; e su questa iniziativa che ha scatenato polemiche ha scritto un articolo e abbiamo girato un film.

Anche nella vita di tutti i giorni Ettore ha cercato, e trovato, una vita completa e appagante, rinunciando alla professione di architetto per fare il falegname, lasciando l'alpinismo per la vela dopo la scomparsa di alcuni suoi grandi amici per poi tornarci tanti anni dopo, sposando Simona con la quale condivide la passione per la montagna e l'arrampicata e che gli ha dato tante soddisfazioni, anche se a volte faceva finta di arrabbiarsi quando lei arrampicava meglio di lui in aderenza sulle lisce placche di granito.

Ettore Pagani è stato il mio maestro di vita, spero un giorno di diventare un uomo come lui.

un ricordo di Nicolò Berzi
guida alpina