Fabio Stedile

Fabio Stedile nasce a Rovereto l’8 agosto 1961 e diventa guida alpina, istruttore delle guide alpine, istruttore di volo libero e istruttore nazionale del CAI. Cade mortalmente per la ceduta di un ancoraggio il 28 ottobre 1994 mentre scende le ultime corde doppie dopo un tentativo con Mauro Mabboni alla via del Compressore al Cerro Torre.

Quel 28 ottobre i due erano saliti molto veloci lungo la via, il tempo era buono, ma la temperatura piuttosto elevata staccava di continuo dal fungo sommitale grossi pezzi di neve e ghiaccio rendendo la salita pericolosa. Quindi la decisione di fermarsi e riscendere in corda doppia. Proprio in questa fase avvenne l’incidente: al termine di una calata Fabio si trovava sulla sosta, in attesa che il compagno lo raggiungesse, quando il cordino di sosta al quale era assicurato si ruppe provocandone la caduta. Il giorno dopo il suo corpo fu ritrovato sul ghiacciaio ai piedi del Torre da alcuni alpinisti trentini, Mauro Giovanazzi, Fabio Leoni, Ermanno Salvaterra, impegnati su un’altra parete della cima e avvisati da Mauro Mabboni. Il Cerro Torre insieme alla salita di un Ottomila, che Fabio aveva effettuato ancora nel 1985, a soli 24 anni, quando con Sergio Martini, Almo Giambisi e Fausto De Stefani aveva raggiunto la vetta del Makalu, era uno dei suoi sogni di alpinista.

Fabio Stedile si era avvicinato ancora giovanissimo alla montagna. Nel suo lavoro di guida era stato un lungimirante innovatore, incarnando un’immagine moderna di un professionista attivo sul territorio e impegnato nella ricerca di nuovi contatti: con il mondo della scuola per un reale progetto di educazione alla montagna, propositivo nei confronti di enti pubblici e associazioni sul territorio.

Fabio Stedile

Il ricordo di Fabio Stedile è oggi affidato alle molte iniziative a lui intitolate in Italia e all’estero: la sala della Biblioteca di Aldeno a lui dedicata, la gara per le categorie giovanili inserita nel circuito scialpinistico della Coppa delle Dolomiti, la gara del Circuito SAT di corsa in montagna da Aldeno a Garniga. A lui e all’amico Fabio Giacomelli, in seguito a sua volta vittima del Torre, è intitolata la stazione del Soccorso Andino di El Chalten creata con l’appoggio del Soccorso alpino trentino e della SAT, mentre nella cittadina boliviana di Aiquile gli è intitolato il Centro Juvenil Vocacional, istituito presso la locale missione francescana guidata dal francescano trentino Frà Marco Larentis di Cimone. La Famiglia Stedile ha donato alla SAT l’archivio fotografico e video di Fabio, un fondo particolarmente prezioso viste le innumerevoli esperienze di Fabio Stedile: da lì l’idea di realizzarne questa splendida mostra.

La cartolina della spedizione di Mauro Mabboni e Fabio Stedile al Cerro Torre.
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