Avviso a quelli di pianura

di Daniele Pieiller

Avviso importante a tutti quelli della pianura che vogliono aiutare e difendere le meravigliose valli montane, cioè umili consigli di un montanaro e piccolo imprenditore di montagna per contrastare realmente ed efficacemente la costruzione di altri grandi “Luna Park” in montagna.
Non pensiate che i montanari che vivono nelle valli dello sci siano dei “terroristi ambientali” perché vogliono tutelare la loro unica economia. Partite dal presupposto che in questo momento l’economia di montagna probabilmente è retta dallo sci di discesa e quindi vi chiedo: è strano pensare che chi vive lassù voglia tutelare una fonte di sostentamento tra le più importanti che possieda? E’ lecito (e giusto!). Tante valli però non sono più idonee allo sci (o non lo sono mai state) a causa degli ingenti costi di mantenimento e delle temperature elevate, altre hanno bisogno comunque di uscire dalla monocultura dello sci quindi è importante che si creino e rinforzino altre attività economiche come per esempio:
– il turismo dolce (attività all’aria aperta, visite aziende agricole, cultura, ecc.); – l’agricoltura di qualità e trasformazione dei suoi prodotti (carne, latte, piccoli frutti, patate, cereali, piante officinali, canapa, zafferano, oli essenziali, creme, marmellate, ecc.);
– la filiera del legno (legna da ardere e da lavoro con rimboschimento);
– il lavoro da casa online;
– le attività di cura della persona (yoga, onoterapia, cure termali, ecc.);
– energie rinnovabili (biomasse, acqua, vento e sole);
– centri di ricerca, ecc.

Purtroppo i montanari sono diffidenti nei confronti di chi vive in pianura e critica le loro scelte. Non lo fanno perché si sentono i padroni della montagna ma perché sanno che la vita lassù è difficile e sono prudenti nei confronti di chi pontifica soluzioni sulle loro spalle senza proporre e mettere in pratica dei seri modelli economici realmente sostenibili. Solo con i fatti potrete convincere gli abitanti delle terre alte a non scappare o ad abbandonare certi modelli di sviluppo troppo invasivi.
E’ giusto lottare per la salvaguardia degli ambienti naturali, proteggere i paesaggi alpini dalle brutte infrastrutture che deturpano i monti, ma se volete veramente che queste valli e le sue genti sopravvivano dovete fare uno sforzo in più e ancora più efficace. Il messaggio che vorrei fare passare è che oltre alle idee e alle critiche (molto importanti), abbiamo bisogno di azioni concrete che si traducono nell’immediato anche con alcune “azioni quotidiane”:
– una sensibilità particolare negli acquisti; ricordate anche che non tutti i generi marchiati Valle d’Aosta vengono prodotti in Valle d’Aosta. Ah, purtroppo quelli prodotti veramente in montagna costano di più…;
– utilizzate ogni momento che vorrete dedicare alla salvaguardia della montagna per raccontare a tutti quanto siano buoni i prodotti alimentari quassù, evitate di comprare formaggi e carni prodotti da allevamenti intensivi ma prendeteli in montagna o fateli arrivare nelle vostre case (anche i montanari possono fare e-commerce!);
– non fermatevi all’Autogrill a mangiare il panino o la brioche ma fatelo in un locale di montagna, che magari non ha la brioche ma ha una torta appena sfornata;
– se avete una seconda casa in montagna cercate in tutti i modi di creare un indotto. Possibilmente instaurate un legame vero con il territorio e se ci riuscite create anche voi una piccola attività economica (orto, piante officinali, B&B, ecc.);
– “adottate una mucca” per dare un sostegno concreto agli allevatori;
– consigliate ai vostri amici i soggiorni in montagna anche senza necessariamente cercare grandi attrazioni artificiali. Vi ricordo che i bambini sono inconsciamente predisposti a giocare con semplici e normali elementi della natura (legno, pietre, terra e acqua!);
– se non sciate, cercate di evitare di prendere impianti di risalita; quasi tutte le attività che vorrete fare all’aria aperta (oltre logicamente allo sci da discesa!) le potrete fare in tantissimi altri luoghi sprovvisti di impianti;
– lottate per la defiscalizzazione delle piccole attività imprenditoriali di montagna, dove i costi per un’impresa sono molto più elevati e i servizi dello stato molto più scarsi che in pianura;
– siate disposti a pagare una piccola tassa sul turismo giornaliero che vi porta a visitare un determinato luogo senza fermarvi a dormire nello stesso: consideratelo un pegno all’ambiente e a quei montanari che dedicano spesso volontariamente il loro tempo alla cura del territorio!

Quando ci sarà un numero sufficiente di persone cosciente e ben disposta ad attuare questi semplici consigli, non avremo più bisogno di immaginare impianti sciistici sempre più grandi e performanti per attrarre un numero di persone esorbitante che serve soprattutto a rimborsare l’enorme investimento e la manutenzione.
Credo che purtroppo sia poco efficace raccontare quanto sia bella la montagna quando non è troppo deturpata dall’uomo se non creiamo i presupposti per vivere con attività che non la devastino. Abbandoniamo un momento i “NO” a tutto e impegniamoci a “fare” e a creare una seria alternativa che ci faccia vivere, lavorare e divertire lasciando in eredità ai nostri figli la magia naturale della Montagna, che come ci insegnano i Tirolesi è quella che veramente attrae le genti della pianura e delle città…

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