I progetti hanno voce, ma non in capitolo

di Manuela Casalino
(pubblicato su camoscibianchi il 17 novembre 2019)
Foto di Manuela Casalino

Ecco il primo vero freddo e la prima neve, che scatta subito il “dove andare a sciare”. Basterà digitare “pullman da Genova per località sciistiche” che vi si aprirà un mondo. È iniziata anche quest’anno la sfida a chi offre di più come comfort di viaggio, wi-fi, TV, skipass, addirittura percorsi spa per il relax della giornata sulla neve! Ed ancora navette gratuite per andare a cena la sera! Il “compreso di…” è quello che ci fa sentire dei grandi ad aver saputo apparentemente risparmiare. Le partenze sono strutturate per fare in modo che la giornata possa svolgersi interamente sulla calca delle piste. Perciò si parte presto e in poche ore si è già pronti per quella che è la giornata ideale dell’amante della neve, pardon, dello sci. Sì, perché anche io Amo la neve, la montagna, ma quella ben oltre e lontana dalle piste. Amo quella che profuma di sentiero in tutte le stagioni, quella che devi camminare e camminare, fermarti, scoprire, baciare; quella dove i nuovi fiori e le vecchie foglie giocano a nascondino in quel tramando di saggezza che è la Terra. Ma un pullman diretto per le Valli di Lanzo, per i tanti come me, non c’è. Lo dico meglio: NON C’È! Prova a partire con me da Genova. Senza auto.

Autunno nelle Valli di Lanzo (Val d’Ala)

Noi calziamo gli scarponi al posto degli sci, ma se vogliamo camminare un sentiero, dobbiamo arrivare presto: anche noi! Seguimi pochi minuti (che per me di viaggio son ore). Senza moralismi perché è realtà. Il regionale per Torino, da Genova, parte alle 5.21. Immagina l’orario della sveglia. Arrivati a Torino alle 7.30 in un sabato o una domenica qualunque hai da cercare la metro, arrivare a…, aspettare la corriera…, un altro treno. Poi ancora, se sei fortunato con gli orari e corri pure tra uno spostamento e l’altro, puoi arrivare a partire da un sentiero già a mattinata ben inoltrata.

Quanto sono belli gli articoli di promozione sciistica racchiusi sottilmente in frasi di falso tipo “È comodo e si risparmia senza dimenticare il rispetto dell’ambiente”. È boom di pullman. E qui il sorriso sarcastico me lo concedo.
Le Valli di Lanzo hanno storia e cultura pastorale ancora da far conoscere, ancora da portare avanti, l’artigianato per la Terra è passato, presente e il futuro di tutti, ma proprio di tutti. Ti basterà aprire il portale delle Valli per immergerti in un’immensità di meraviglie da poter scoprire.
“Mamma come sono le Valli di Lanzo che tanto ti piace camminare e tanto ti rendono felice?”. “Piccolina, un giorno ti ci porterò su quei sentieri bellissimi, ma dovremo star via almeno un paio di giorni perché per noi un autobus diretto non c’è”. “E perché?”…

Il perché qualcuno magari lo spiegherà. Forse perché non siamo una locandina da pubblicità, ma sei troppo piccola perché io ti racconti di un sistema così contraddittorio. Le possibilità ci sono già, i mezzi anche; le Valli aspettano anche noi per salire e scendere, a piedi, su “piste” che non chiedono intrattenimenti per passare la giornata, che non hanno bisogno di mezzi artificiali per colorarle, che non vogliono musiche a rimbombo perché hanno da raccontare suoni e silenzi. Tutti lo sanno che questo pullman è un progetto che rispetta l’ambiente. E questo progetto c’è già. Non chiediamo niente di straordinario o speciale. Perché la noncuranza nel realizzarlo? Io come tanti, non vorremmo tornare a casa a sfogliare foto di paesaggi con i propri figli, amici, parenti, ma vorremmo trascorrere una giornata con loro su quei sentieri, con nuove manine che esplorano, che tornano con occhi felici e regalano ad altri la possibilità di vivere le Valli di Lanzo! In fondo, tolti scarponi e sci, stanchi e appagati, il pisolino felice sul pullman sarà uguale per tutti. Ma proprio per tutti.

Pubblicato il