Alpi Carniche – Alpi Giulie

di Carlo Piovan, Emiliano Zorzi e Saverio d’Eredità
(Alpine Studio e CAI, maggio 2016)
Formato 13,5 x 19 cm – 544 pagine, 25 Euro

E’ questa la prima pubblicazione della collana Il grande alpinismo sui Monti d’Italia, una novità editoriale che ha il pregio di riprendere la nobile tradizione della gloriosa Collana dei Monti d’Italia, sì avete capito bene, quella delle copertine di tela grigia, quella che dopo più di cento anni di vita ha interrotto l’uscita di nuovi titoli.

Questo primo titolo non poteva essere più benvenuto. Basta considerare che, nella Collana dei Monti d’Italia, i precedenti risalivano con Alpi Carniche I (di Attilio De Rovere e Mario Di Gallo) al 1988, con Alpi Carniche II (degli stessi autori) al 1995 e con Alpi Giulie (di Gino Buscaini) al 1974!

Abbiamo particolarmente apprezzato il compromesso che i nuovi autori, Carlo Piovan, Emiliano Zorzi e Saverio d’Eredità, hanno dovuto ideare: una via di mezzo tra una semplice selezione d’itinerari (magari secondo l’esclusivo criterio della cosiddetta “bellezza”) e una guida con tutti i percorsi (anche quelli storici e quelli sconsigliabili, stile Collana dei Monti d’Italia) che, secondo i nostri calcoli, comprensiva di aggiornamenti non avrebbe potuto essere inferiore alle 2.200 pagine! Anche volendo stare larghi non meno di 4 volumi!

Siamo dunque perfettamente d’accordo con l’impostazione che i tre autori e l’editore hanno voluto dare a questa collana, che in ogni caso associa alle relazioni tecniche sia schizzi molto accurati sia tracciati su fotografia. La modernità di quest’esposizione è molto legata dunque alla tradizione storica: da quel che abbiamo potuto evincere, gli itinerari esclusi dalla trattazione sono quelli di scarsa importanza storica, di particolare insignificanza geografica, oppure ancora quelli così estremi da non aver ricevuto ancora una precisa collocazione. Condividendo quindi tutte queste scelte, riportiamo qui sotto la presentazione al volume di uno degli autori.
Alessandro Gogna

Introduzione
di Emiliano Zorzi

Essere gli apripista per una nuova importante collana, che a differenza dalle precedenti gloriose monografie della Monti d’Italia è una selezione di vie, comporta l’onere della scelta e una grande responsabilità per noi autori. L’aiuto decisivo ci è stato dato dalle montagne di questo estremo angolo di Nord-Est. Pareti rocciose escluse dai circuiti più famosi, dove le parole coda o affollamento non trovano posto, dove i frequentatori, a torto, sono quasi esclusivamente locali. L’aiuto è arrivato dalla loro grande e affascinante diversità, dove convivono gli ambienti bucolici e solari delle Carniche con le più severe e verticali pareti delle Giulie, le brevi scalate su splendido calcare a rigole e le lunghe ascensioni di mille metri rivolte a nord. Vie spesso misconosciute che hanno rappresentato delle vere e proprie pietre miliari dell’alpinismo e belle classiche di media difficoltà, altrettanto poco note, convivono nella stessa regione. Luoghi dove niente è omologato o dove non si è imposta un’unica e uniformata maniera di vivere l’alpinismo, dove coesistono impegnative vie moderne attrezzate a fix, dove prediligere il gesto sportivo dell’arrampicata e grandi ascensioni squisitamente alpinistiche, spesso caratterizzate da una rigorosa etica di apertura, che impone un livello elevato; a questo si aggiungono percorsi rilassanti e piacevoli, grandiose vie d’ambiente, itinerari dimenticati ed altri di assoluto impegno dove preparazione e determinazione sono indispensabili.

Esempio di fotografia con tracciati
Esempio di cartina

A chi si accosta per la prima volta a questo mondo provenendo da ambienti diversi come le classiche dolomitiche o dalla sola scalata in falesia, la conoscenza giulio-carnica è un percorso che va intrapreso passo a passo. Se ci si cimenta al di fuori delle poche vie più note e attrezzate, anche sulle basse difficoltà, la cima non è mai scontata: il fiuto nella ricerca del percorso, l’ormai dimenticata manualità nel proteggersi con i chiodi in acciaio dolce, il diverso tipo di roccia e di conseguenza di stile di scalata, vanno appresi e assaporati con calma, fino al raggiungimento della vetta mettendosi sempre in gioco lunghezza dopo lunghezza, piuttosto che in coda dietro altre cordate per giungere a un “successo” preconfezionato. Pur essendo coscienti che inevitabilmente il “non inserito in guida” possa sembrare, ed in parte non può non esserlo, dettato da personale arbitrarietà e che magari vie scartate possano essere più belle, per quanto soggettivo sia questo concetto ne sottende sempre una logica. Abbiamo deciso di mantenere un’unitarietà da vari punti di vista: geografico, storico, delle difficoltà, della tipologia di vie. Dentro le dimensioni date dalla pubblicazione si è cercato di ottenere un equilibrio adatto a tutti gli appassionati, più o meno dotati e più o meno interessati a una piuttosto che a un’altra concezione di scalata. Una coperta che ci è sembrata costantemente un po’ corta ma che ha cercato di non lasciare al freddo nessuno. Al termine delle fatiche, per noi autori il piacere più grande è stato quello della costante riscoperta di questi luoghi che, immeritatamente e specialmente dai non autoctoni, sono ingiustamente associati a roccia di scarsa qualità, montagne dal difficile approccio, gradazioni strette o che richiedono particolare attitudine all’arrampicata poco protetta. Qui, come in qualsiasi ben più celebrato settore dell’arco alpino, accanto alla splendida scalata convive quella meno meritevole o quella sconsigliabile. La differenza è che spesso le splendide scalate presenti su queste montagne, per la loro posizione marginale o la scarsa conoscenza della loro bellezza, quasi mai sono diventate delle “classiche” che hanno superato i confini di queste valli. Un volume che vuole essere un invito alla scoperta di questi luoghi, dove ognuno, leggendo (pratica ormai in disuso!) fra le righe della guida e le pieghe della montagna, possa trovare il terreno più adatto e non un semplice passare distratto fra una via e l’altra.

Esempio di schizzo di relazione tecnica
Pubblicato il