Ancora qui senza divertirci!

24 x 17 cm, 96 pagine, Autoproduzione di Caio, www.caiocomix.com

Siamo mica qui per divertirci! era il titolo di un esilarante album di vignette pubblicato nel 2008 ed edito in proprio dall’autore, Claudio Getto, alias Caio. Visto il successo di quelle quasi cento pagine di risate, tutte a colori e in formato 24×16,5 centimetri, Caio ci ripropone lo stesso argomento in questo Ancora qui senza divertirci! E ancora una volta i climber vengono messi a nudo con pungente ironia.

Tic, nevrosi, isterismi, usi, costumi, intolleranze, atteggiamenti e manie dei frequentatori della montagna vengono smascherati e offerti al pubblico con un sorriso… per riappropriarsi di quello spirito e di quella leggerezza di cui tutti abbiamo bisogno…” era la presentazione del primo lavoro di Caio, con la differenza che il suo essere più esperto e più smaliziato di dieci anni fa ha fatto cogliere all’autore le debolezze più fini della comunità arrampicatoria.

Sfogliare le vignette a colori una dietro all’altra con sempre maggiore impazienza ci fa volare fino alla fine in un mondo che, in definitiva, è proprio il nostro.

Ogni sport preso sul serio porta ai risultati ma spesso porta anche a una seriosità un pochetto paranoica tendente a escludere il mondo circostante, ivi comprese le possibilità di una sana autocritica quando realmente sprofondiamo nell’auto-referenzialità più sfrenata.

Ciò che più dovrebbe colpire, se ci analizziamo con benevolenza ma anche con un po’ di severità, è la tendenza a escludere il buon senso in tante nostre piccole attività prima, durante e dopo le nostre “prestazioni”. E il livello di queste ultime non influisce sulla maggiore o minore assurdità del nostro comportamento, il che vuol dire che i massimi arrampicatori sono esposti a questo pericolo tanto quanto lo sono i medi o i mediocri.

Diceva Vinicio Stefanello in una recensione a Siamo mica qui per divertirci!: “Tutte le situazioni messe in comics da Caio esplorano con arguzia tutto ciò che ogni climber almeno una volta ha detto, fatto, visto o anche solo pensato. Ma anche ciò che prima o dopo rifarà. Dunque: chi è senza peccato scagli la prima pietra, pardon si astenga dal ridere già dal titolo. Se ci riesce…”.
Getto, grande appassionato di arrampicata, ha lavorato come graphic designer per alcune delle più celebri agenzie pubblicitarie italiane come la Armando Testa, poi è stato direttore creativo della Fila e ora fa il vignettista di professione. Di sicuro è stata la sua esperienza di scialpinismo, praticato per anni, a vaccinarlo contro il virus della seriosità insito in uno sport così basato sulla performance come l’arrampicata sportiva.

Caio ci ricorda dunque di non cascare in quel meccanismo, di non crederci troppo, anche quando ci impegniamo seriamente per un risultato. Le due cose non sono in contraddizione, sono possibili allo stesso tempo.
Nel suo sito Caio ci racconta di essere stato coinvolto per puro caso in un intervento di chiodatura: un amico aveva necessità di una persona che l’aiutasse… e nel giro di qualche mese gli è esplosa la passione per attrezzare nuove vie di arrampicata sportiva. Caio in 21 anni di “lavoro” ha attrezzato circa mille tiri.

Questa sua esperienza diretta è trasferita al meglio nelle sue vignette, dove un appassionato può notare tutti quei piccoli particolari che, essendo veri, contribuiscono a rendere più credibile e godibile l’auto-satira, anche quando questa è davvero feroce.

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