Antonia Pozzi. Soltanto in sogno

Presentazione di Antonia Pozzi. Soltanto in sogno, a cura di Giuseppe Sandrini, Alba Pratalia, 2011.

Dalla IV di copertina
In questo libro sono riunite per la prima volta le appassionate lettere che Antonia Pozzi (1912-1938) inviò a Dino Formaggio, suo compagno di studi all’Università di Milano, negli ultimi due anni della sua vita, prima di morire suicida e di diventare, con la pubblicazione postuma di Parole, una delle poetesse italiane più lette e amate.
A Dino Formaggio (1914-2008), destinato a una lunga e brillante carriera di filosofo dell’arte, Antonia affidò anche quella che considerava la sua più importante eredità: una busta piena di fotografie scattate nei suoi “luoghi dell’anima” (da Pasturo alle Dolomiti, dalla Liguria alle campagne lombarde), dietro alle quali scrisse, appositamente, delle didascalie che specificano impressioni, fantasie, sentimenti.
Le lettere, quasi tutte inedite, sono pubblicate nel loro testo integrale e accompagnate da una scelta di 75 fotografie che bene esprimono l’amore di Antonia per la natura e per le umili figure del lavoro umano: ne esce il ritratto veridico di un giovane donna in bilico tra la «fatica sacra» della poesia e l’urgere di una vita fortemente «sognata».

Il libro è stato segnalato al Premio Itas 2013 con questa motivazione:
«Ed ecco: io sono di nuovo la ragazzetta di diciassette anni, dalle lunghe gambe nervose, dagli occhi chiari e dai polmoni capaci, che fuggiva sola, con il suo sacco ed un paio di enormi scarpe chiodate, verso le rocce il vento il silenzio delle Dolomiti di Brenta: per ore, accoccolata su un masso, spiava il nascere dell’acqua dalla bocca annerita del nevaio; s’insanguinava le dita per staccare dalla pietra zolle di sassifraghe rosa; e d’un balzo, affidata alla forza dei ginocchi sulla colata fragorosa delle ghiaie, piombava a valle, sui pascoli cosparsi di rocce bianche come enormi cimiteri abbandonati – fragranza amara dei rododendri sotto il sole – intrico di corolle fragili e di rami duri fino alla cintola – nuotare nel folto verde e rosa. Poi, a sera, i rami lunghi morbidi frangiati dei larici che la chiamavano verso una casa, verso un lume nella penombra viola…».
Frammento questo di una delle lettere scritte da Antonia Pozzi, poetessa tragicamente scomparsa a soli 26 anni nel 1938, che scrisse a Dino Formaggio e che ora sono pubblicate, insieme a molte fotografie inedite della stessa Pozzi, da Giuseppe Sandrini.
La lunga citazione già da sola può testimoniare la ragione della segnalazione: la breve esperienza di vita di Antonia Pozzi si nutre della montagna e ne segna, come giustamente rileva Sandrini, la sostanza poetica.
Merito del volume e del suo curatore sta dunque non solo nell’aver scoperto le preziose testimonianze epistolari e fotografiche, opera della stessa Pozzi, ma di averne poi colto, con indubbia competenza, la sostanza nelle pagine critiche a corredo dell’edizione, nelle quali va anche a suggerire nuove linee di ricerca.

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