Camminare

Erling Kagge
Einaudi

Erling Kagge, esploratore norvegese, avvocato, collezionista d’arte, imprenditore, politico, scrittore ed editore. Questo lo scrive Wikipedia. Io aggiungo: alpinista, velista, filosofo, viaggiatore. Uno, insomma, che certo non sta fermo a lungo, né con il corpo né con la mente. “Mi è impossibile tenere il conto delle camminate che ho fatto. Ne ho fatte di corte e di lunghe…  …a prescindere dai dove e dai perché ho camminato tanto. Ho camminato fino alla fine del mondo. Letteralmente.

Nelle pagine di Camminare si spazia tra filosofia di vita, storia, letteratura, avventura. “Camminare può essere un piccolo viaggio di scoperta all’interno di noi stessi”, sia che si percorra a piedi il tratto casa ufficio, sia che si raggiunga a piedi il Polo Nord.

Kagge descrive l’azione del camminare con le parole dei filosofi, passeggia per le vie di Dublino accanto a Stephen Dedalus e Leopold Bloom nelle pagine Joycesiane di Ulisse, ripercorre i passi di Robinson Crusoe sull’isola dell’arcipelago Juan Fernandèz, al largo del Cile. Ma racconta anche le esperienze vissute in prima persona, raggiungendo a piedi i Poli, la cima dell’Everest, attraversando i boschi della Norvegia o esplorando le strade (e il sottosuolo) di tentacolari metropoli. Il libro non descrive le parti sensazionali delle sue imprese ma le più sottili: un guanto di lana rammendato ogni sera, il sapore di un’uvetta, una Blatta orientalis, le vie di LA vissute con lentezza per quattro giorni.

Camminare è un gesto semplice e rivoluzionario, alla portata di chiunque, che restituisce passo dopo passo i pensieri, il tempo -“Camminare dilata ogni attimo”-, la libertà. “ Camminare è una zona franca. …Riesco a sentirmi al centro della mia vita e, poco dopo, a dimenticare completamente me stesso

Arrivati all’ultima pagina si è sopraffatti dall’impellente desiderio di indossare un paio di scarpe comode, aprire la porta di casa e andare, un passo dopo l’altro, a vivere un’avventura unica e alla portata di tutti, compiendo così la propria rivoluzione contro un “ mondo organizzato per tenerci il più possibile seduti”.

Camminare ci ha reso possibile diventare quello che siamo e, se smettessimo di farlo, smetteremmo anche di essere noi stessi.

Luisa Raimondi

Pubblicato il