Heini Holzer – la mia traccia la mia vita

Storia di un alpinista e sciatore estremo.

Libro di Markus Larcher

Libro pubblicato nel 2000 e ristampato nel 2018. Consigliato perché l’etica ed il rigore del personaggio possano ispirarci in questi momenti e per favorire passaggio stagionale dalla sciata alla scalata.

Heini, lo spazzacamino di Scena 

Il nome Holzer è da sempre associato alla nascita dello sci ripido, considerare lo spazzacamino di Scena un semplice sciatore è riduttivo.

Il libro si sviluppa in una prima parte che narra la vita di Heinrich Holzer, detto Heini, dalla nascita in una povera famiglia altoatesina, alle prime gite in montagna, con le prime scalate.

Heini nasce come scalatore, diventa famoso prima in Alto Adige e poi in Italia.

Insieme a lui scalano i fratelli Messner, Sepp Mayerl, Renato Reali ed altri forti scalatori. Negli anni ’60 compiono difficili primi ascese in Dolomiti, sono i giovani controtendenza, quando tutti scalano in artificiale il loro gruppo ricerca l’arrampicata in libera, il superamento della parete senza appendersi ai chiodi, ma solo grazie alle proprie capacità e al proprio allenamento.

Le idee di Heini si sovrappongono con quelle di Reinhold per quanto riguarda l’Assassinio dell’impossibile.

I “fan dei chiodi” sono per Andrea Oggioni persone che entrano nella gabbia finché il leone è incantenato.

Entrambi concordano nel fatto che l’allenamento sia l’unico mezzo per riuscire a passare dove prima si riteneva fosse impossibile. Gli allenamenti di Holzer sono duri e costanti, oltre ad allenare le braccia allena anche il fiato, percorrendo distanze sempre maggiori con sempre più dislivello (1500 m di salita e discesa in meno di 2 ore).

Dopo un primo matrimonio, ritrova in Sieglinde una donna e una compagna con cui condividere le proprie avventure in montagna. Con il 1970 inizia per Heini il magico mondo dello sci, fino a quel momento snobbato perché considerato uno sport da altolocati. Lui, personaggio molto schivo, che nonostante la fama, ha sempre evitato i riflettori, non voleva trasformare la passione per la montagna in un lavoro con obblighi e scadenze. Si ritagliava le uscite nei weekend e durante la settimana puliva i camini delle case di Scena, piccolo paese vicino a Merano (BZ).

So che negli ambienti alpinistici mi si conosce ovunque, ma credimi, ciò mi disturba profondamente.

Heini con la sua statura di 156 cm è stato il primo a scendere la Nord della Marmolada con gli sci, senza praticamente averli mai messi. Si rende conto che come con il resto dell’alpinismo, con la giusta dedizione si possono raggiungere risultati impensabili. Considerato l’inventore dello sci estremo, anche se non è stato il primo a scendere inclinazioni elevate, è stato il primo a scendere le vette con un’etica rigorosa.  Era immorale la salita in elicottero, un vero scialpinista sale con sci a piedi, per godere ancora di più della discesa. La discesa non è da vivere fine a sé stessa, ma all’interno dell’esperienza di tutto l’itinerario. Holzer compie più di 100 prime discese di sci ripido, su tutto l’arco alpino. E sarà proprio un tentativo di prima discesa il 4 luglio 1977 sul Piz Roseg a legare per sempre Heini con la montagna amata.

Nella seconda parte del libro le esperienze di vita di Heini vengono rivissute attraverso gli articoli dello spazzacamino o dei suoi compagni dell’epoca a cui si alternano i racconti dell’autore. Una lunga serie di articoli, alcuni dei quali inediti che permettono di capire quale fosse l’ideale di vita di Holzer e dei compagni dell’epoca. La determinazione di voler imparare a sciare, di allenarsi a cadere, di avere il controllo della situazione. Molti lo hanno definito un pazzo per le solitarie e per le discese che ha fatto. Lui sapeva di essere in grado di farlo, era pronto ed era allenato. Sapeva cosa fare in caso di caduta, come accadde durante la discesa dal canale Neri sulle Dolomiti di Brenta.

Ci si accusa anche di incoscienza perché noi facciamo qualcosa che altri non sarebbero in grado di fare. Del nostro allenamento non chiede nessuno. Oggi, dopo tutte le mie esperienze, posso dire che la maggior parte delle persone non sa distinguere il pericolo dalla difficoltà. Per questo rischiano di più loro di uno sciatore estremo! Pericolo per me è quando non si padroneggiano la forte pendenza e la difficoltà con le proprie capacità, quando si valutano i pericoli oggettivi in modo errato.

Una raccolta di riflessioni che permette di cogliere a pieno la figura del basso spazzacamino di Scena che girava le Alpi con la sua famosissima 500.

La copertina

 

 

 

 

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