Recensione di Mangart

Mangart è un romanzo di Andrea Gennari Daneri (Pareti e Montagne, 2012, segnalato Opera Prima al Premio ITAS 2013).

Cinico, ironico, di grandissimo ritmo, si svela solo all’ultima pagina e ha per protagonista un alpinista di punta sullo sfondo del Mangart, una grande parete rocciosa delle Alpi Giulie, e delle vicende mai dimenticate della guerra di Bosnia.

Il passo narrativo di questo romanzo è ben scandito, sempre teso, e unisce con efficacia la conoscenza della montagna alla vita dei personaggi, così come riesce a fare della montagna stessa lo sfondo vivo e credibile degli eventi narrati. Sulle orme di modelli di riferimento alti e, allo stesso tempo, di successo, dà respiro a un’azione dalla trama ricca ma molto compressa (tempo e luogo assai ridotti), conservando la continuità narrativa anche dove i passaggi della vicenda si fanno più difficili. Una storia che scorre davanti agli occhi come su uno schermo, dove la voce narrante, che dà corpo e carattere ai personaggi, incalza per tutto lo svolgimento, risolvendo con l’abilità del montaggio la complessa distribuzione dei tempi dell’azione.

«L’ho finito stanotte, mi mancavano solo una cinquantina di pagine e non ho saputo resistere. Sono andato a letto a un orario indegno ma ne è valsa la pena. BELLO, BELLO, BELLO. E non lo dico perché ci conosciamo o per lusingare un vecchio amico, lo dico perché leggere mi piace, mi faccio un tot di libri all’anno (immagino tanti quanti possono essere i 7b/c che annualmente ti spari tu, caro Andrea, e non credo siano pochi) e posso affermare che non mi mancano certo i confronti con autori più quotati e/o famosi. Insomma, bravo! Scritto bene, asciutto, senza troppi fronzoli e diretto al succo, al cuore. Bella l’impostazione cronologica delle storie dei personaggi che si intrecciano e precisi i riferimenti storico temporali che ogni lettore della ns generazione (cerebrolesi e ignoranti forever esclusi) può facilmente ricondurre alla propria storia e realtà. Ambientazione ovviamente perfetta, una montagna, un mondo, un ambiente appunto, sempre presente ma mai invasivo o stancante, un mondo che risulta chiaro, lineare e che senza mai cadere in tecnicismi complessi, fa godere a pieno chi conosce alpinismo e arrampicata risultando al contempo facilmente decifrabile anche al lettore meno avvezzo alla montagna. Insomma: mi è piaciuto e lo consiglierò alla grande ad amici e conoscenti.
PS: Leggo che sono occorsi 15 anni per giungere alla pubblicazione… il prossimo speriamo di leggerlo prima di diventare vecchi e rincoglioniti del tutto (Marco R.)».

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