Una giornata nera

Lui e lei sospesi nel vuoto. E le scelte che li dannano. L’ultimo libro di Aldo Costa, scomparso nel 2019.

Una giornata nera
di Andrea Monticone
(pubblicato su cronacaqui.it il 7 maggio 2020)

Lui sta sospeso su uno strapiombo sul mare, sa che deve scendere per uno stretto e pericoloso sentiero per raggiungere un corpo precipitato. Ma se sapesse che quello strapiombo è in realtà quello in cui sta per precipitare con tutto il suo essere, forse rimarrebbe dove si trova e prenderebbe un’altra decisione. Anche se le ruote del destino hanno cominciato a girare in maniera imprevista. E raggiungerebbe lei, la sua donna, perché forse sono ancora in tempo. O forse no? È una scrittura che trattiene il fiato quella di Aldo Costa, autore torinese prematuramente scomparso, di cui il 14 maggio 2020 è arrivato in libreria Una giornata nera (Marsilio, 14 euro; ebook 7,99 euro), un libro che fa parte della nuova collana Lucciole della casa editrice, dedicata a piccoli e agili thriller che mescolano adrenalina, mistero e sentimenti.

Aldo Costa

Elementi che qui non mancano. Gli attori della rappresentazione di Costa non hanno nome, sono lui e lei, una coppia in vacanza da qualche parte sulla costa, al Sud. Li incontriamo in macchina e sappiamo soltanto che tra loro, il giorno prima, è accaduto qualche cosa, qualche cosa cui arriviamo a comprendere attraverso i loro amplessi e i pensieri che ciascuno dei due trattiene dentro sé. La breve vacanza, sappiamo che lui è manager di successo e lei ambisce a qualcosa di più, è momento per concentrarsi sulla coppia, ma una semplice sosta cambierà la situazione. In una bettola abusiva, con un oste invadente che non fa i loro caffè ma si ostina a portare loro piatti che non hanno ordinato, pare di avvertire una tensione che cresce, tra uno scontrino che inchioda lui a una qualche colpa gravissima, il rogito dal notaio spostato e gli appuntamenti con gli artigiani per il rifacimento della casa nuova, fino al punto di rottura, all’evento che porterà sul bordo del precipizio.

Aldo Costa

Una scrittura trattenuta, dicevamo, e che trattiene, che gonfia il livello di attesa, quella che attanaglia la gola, la sensazione di un’esplorazione dell’intimità che può rivelarsi palese soltanto con la deflagrazione, la rivelazione che porta all’esterno i conflitti, che ne svela la natura. Due soli personaggi, con terzo incomodo e poche comparse, su un palcoscenico affacciato sul vuoto, un buon esercizio di suspense senza effetti speciali, senza omicidi (o quasi) e senza investigatori professionisti o meno a cercare di dipanare il bandolo della matassa. Un uomo e una donna di fronte a loro stessi e a una catena di azioni sospese tra salvezza e dannazione, ma si sa che quando si inizia con certe premesse, la salvezza non è certo la ricompensa meritata.

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