La Storia dell’associazione

Nel giugno 2003 l”associazione nasce per iniziativa di un gruppo di amici sulla scia di un’idea mai realizzata di Ornella Antonioli (Videomontagna) e in ricordo dell’alpinista Ettore Pagani.

Con la buona volontà di tutti nasce l’iniziativa AltreSere, che dal 2004 fino ad oggi ha organizzato la visione di parecchi film di montagna in alcune sale milanesi: all’inizio in modo un po’ disorganico ma già dal 2007 nell’ambito di ciò che fu poi chiamato TrentoFilmFestival a Milano.

Dal 2017 AltriSpazi è promotore della fortunata iniziativa Milano Mountain Film Festival.

Per una dettagliata descrizione dell’attività culturale svolta anno per anno, vedi l’apposita sezione archivio eventi.


Paola Antonioli, da tutti chiamata Ornella, nasce a Zurigo il 12 ottobre 1944.
Appassionata di montagna si dedica fin da giovanissima agli sport ad essa collegati: escursioni a piedi, sci e scialpinismo.
Specialmente nello sci raggiunge livelli tecnici molto buoni, tanto da farle pensare di sostenere l’esame per diventare maestra. Scelta che però ritiene opportuno non fare.
Diplomata al liceo linguistico sceglie di lavorare in ufficio, cosa che ben presto si accorge non esserle sufficiente.

Alla fine del 1968 conosce Alessandro Gogna, con il quale si unisce poi in matrimonio nel 1971. Con Gogna inizia una movimentata vita di montagna e viaggi: per lungo tempo Ornella si dedica alle escursioni extraeuropee, facendo da tour leader in vari viaggi organizzati dal pioniere del trekking in Italia, Beppe Tenti.

Nel 1972 Ornella è tra i primi italiani, assieme a uno di questi gruppi, a percorrere il corridoio del Wakhan, in Afghanistan.
Nel 1975 con Alessandro è la prima italiana a visitare il Ladakh subito dopo la fine della sua chiusura agli stranieri. Stessa cosa per il Sikkim, nel 1977.
Ornella e Alessandro organizzano anche trekking per proprio conto (Sikkim, Groenlandia), indipendentemente da Trekking International e da Beppe Tenti.

Nel 1981 fa parte del team che Alessandro mise in piedi per la realizzazione di un ambizioso libro: Mezzogiorno di Pietra. Si propone lo studio e la scoperta di tutte le più belle zone adatte all’arrampicata e al trekking del nostro Meridione, un lavoro che costa sei mesi di tempo solo per le campagne svolte sul campo.
In questo progetto l’apporto di Ornella è essenziale, soprattutto dal punto di vista logistico.

Altra attività di Ornella è la brillante traduzione di opere dal francese o dal tedesco: i volumi da lei tradotti sono circa una dozzina, tra cui i più significativi libri di Reinhold Messner.

Nel 1982 fonda con Alessandro la Edizioni Melograno, una casa editrice che si distingue subito per la novità di concezione e per i titoli, tra i più significativi del tempo.

Dopo il divorzio da Alessandro, prosegue la sua attività nel campo della cultura di montagna, collaborando per anni con Gino Buscaini alla redazione dei vari volumi della Collana Monti d’Italia del CAI-TCI.
Tra i sogni che più desidera realizzare è l’inizio di una nuova attività, quella di tramite tra i conferenzieri di montagna e gli enti interessati a serate culturali sulla montagna. “Videomontagna” è il nome di questo progetto, destinato però a non vedere la luce, che si perfezionerà invece (e con notevoli modifiche) nel giugno del 2003, con il nome di “Alt(r)i Spazi“. Ornella è ovviamente tra i fondatori della nostra associazione.

La competenza, le capacità, l’iniziativa e il carattere di questa donna hanno purtroppo una dolorosa fine il 29 dicembre 2003, a Milano, dopo una malattia, relativamente breve ma senza possibilità di appello. (Alessandro Gogna)


II 3 gennaio 2003, Ettore Pagani, alpinista, arrampicatore, ma soprattutto il mio migliore amico, è volato via su una mina nel deserto del Niger. Da allora il mondo è molto meno bello.

La prima volta di Ettore con una guida alpina non andò tanto bene. In attesa dei suoi amici che sarebbero arrivati due giorni dopo e con il tempo splendido si accordò per una salita nel gruppo del Bianco e finì a condurre la cordata perché la guida non riusciva a salire. La seconda volta, parecchi anni dopo, fu con me, ma rischiò di finire alla stessa maniera perché io mi dimenticai a casa l’imbrago. Ma quell’incontro, cominciato con una gaffe, è presto diventato una grande amicizia. Ettore è entrato nella mia vita portandovi buona parte di quanto ora c’è di buono.

Da quella prima arrampicata insieme abbiamo fatto davvero tantissime salite. Ma con la serietà con cui si interessava alle cose, prima di ritornare in montagna si è iscritto ai corsi che tenevo in una palestra di Milano, ricominciando dall’inizio, curioso e interessato a capire come le cose sono cambiate. Poi, tra le salite sulle Alpi e i viaggi ad arrampicare in giro per il mondo, è riuscito anche a presentarmi quella che oggi è mia moglie, a farci da testimone di nozze, a progettarci la casa ed ad aiutarmi molto nel mio lavoro. Qualche mese prima dell’incidente abbiamo finito di richiodare la via che aprì con Tiziano Nardella alla fine degli anni ’60 sul Medale, la famosa Milano ’68; e su questa iniziativa che ha scatenato polemiche ha scritto un articolo e abbiamo girato un film.

Anche nella vita di tutti i giorni Ettore ha cercato, e trovato, una vita completa e appagante, rinunciando alla professione di architetto per fare il falegname, lasciando l’alpinismo per la vela dopo la scomparsa di alcuni suoi grandi amici per poi tornarci tanti anni dopo, sposando Simona con la quale condivide la passione per la montagna e l’arrampicata e che gli ha dato tante soddisfazioni, anche se a volte faceva finta di arrabbiarsi quando lei arrampicava meglio di lui in aderenza sulle lisce placche di granito.

Ettore Pagani è stato il mio maestro di vita, spero un giorno di diventare un uomo come lui.

un ricordo di Nicolò Berzi
guida alpina